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Le origini di Brondello


Descrizione

Brondello, e’ il paese più a monte della amena e lussureggiante Valle Bronda. Si comincia a parlare di Brondello, ad inizio anni 1000, quando con l’avvento del Marchese Ludovico II e del Marchesato di Saluzzo nel 1120, cessa poco a poco, l’egemonia del Monastero e della Abbazia di Pagno ( a favore della Abbazia di Staffarda dei Monaci Cistercensi voluta e creata da Ludovico II ) sulla Valle. In conseguenza della acquisita autonomia della Valle dai Monaci Benedettini, Ludovico II iniziò a creare Feudi in Valle Bronda, a favore dei propri Feudatari, tra questi il Feudo di Brondello, del quale un primo documento riporta che nel 1138 ed esattamente il 9 dicembre, nel Castello di Brondello avviene un contratto con cui il Signore di Brondello “Dominus Enricus de Burdello” cede alla Abbazzia, alcune morre e terreni siti a Staffarda.                                                                                                                                                                                                         
Brondello deve il suo nome alla derivazione di “Burdello”
, per derivazione dopo centinaia di anni, da vecchie parlate gergali usate ai tempi e non dal nome del torrente che lo percorre come molte “disinformazioni” asseriscono, così come Brondello, non può essere stato abitato in Epoca Romana in quanto l’epoca Romana è terminata nel 476 d.C. ( con la caduta dell’Impero romano d’Occidente ). 

Nel 1959, l’allora Parroco Don Giuseppe Peirone scrisse nel suo primo Bollettino : “La maestosa torre, costituisce con gli altri pochi ruderi rimasti, testimonianza del glorioso Castello fortilizio* che venne poi “diroccato” e semidistrutto nel Sec. XVII in seguito alle varie guerre tra Signorie varie, Marchesati ( Saluzzo e Monferrato ) e la Monarchia dei Savoia*. A conferma importanza del Castello di Brondello, da varie documentazioni storiche si rileva che “tra la fine del XIV Sec. e inizio Sec. XV, i castelli di Manta e Verzuolo, formavano unitamente ai Castelli di Castellar e fortilizi* minori di Brondello, Sanfront e Paesana costituirono la lunga dorsale difensiva del Marchesato di Saluzzo, tra le valli Po, Bronda e Varaita. Nel 1487, espugnata Saluzzo da parte del Duca Carlo I di Savoia, dopo lungo e feroce assedio furono occupate tutte le terre del saluzzese e della Valle Po. Molti castelli furono distrutti salvo la fortezza di Revello. Alla luce di tutto ciò, è sicuramente riduttivo parlare della Torre di Brondello definendola “Torre dell’orologio” più giusto dire : “La Maestosa Torre, costituisce con gli altri pochi ruderi delle mura rimasti a testimonianza del glorioso Castello fortilizio* poi distrutto nel Sec. XVII in seguito agli eventi storici sopra descritti” dal  momento che la Torre del Castello di Brondello è diventata solo in second’ordine Torre dell’orologio solo nel 1858, in seguito al parziale “restauro” con il rifacimento del tetto, la collocazione dell’orologio e della campana, “prelevata” dalla Parrocchiale di Brondello e “ivi trasportata”.

Fonte delle notizie, Associazione “La Torre Brondello”

 

 




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